Quando fare gli scherzi è... un'arte: i pesci d'aprile del passato e il tentativo... di quest'anno

01-04-2025 09:00 -

Ci hanno provato. Forse per mantenere una antica tradizione della città. Forse solo per fare “satira politica”. Ma il pesce d'aprile, nell'era dei social, dell'intelligenza artificiale, del tutto e subito, necessita di maggiore inventiva, imprevedibilità. Deve sorprendere e, allo stesso tempo, far sorridere e lasciare la bocca amara. Deve essere credibile incuriosire. Insomma, dev'essere come l'esca che il pescatore sistema all'amo della propria canna e che ha il merito di far… abboccare il pesce. Rambaldo Melandri, "Il Melandri" di Amici miei lo diceva bene: "cos'è il genio? Fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione"...
Nelle redazioni dei giornali, nei giorni scorsi, è arrivato un comunicato stampa. Uno dei tanti che, ogni giorno, arrivano sui tavoli dei giornalisti, di chi fa comunicazione, di chi racconta il territorio.

Lo scherzo, quest'anno, voleva prendersi gioco della gente di Vinci, di Spicchio e di Sovigliana, da tempo in lotta contro la decisione dell'amministrazione comunale e la decisione di realizzare due edifici, da adibire a Rsa, sulle colline di Spicchio. Una battaglia che ha avuto anche toni aspri, che ha portato alla nascita di due comitati e che fa discutere e protestare da mesi.

Quel comunicato – tra l'altro diffuso anche questa mattina (martedì 1 aprile) racconta che «Il sindaco Daniele Vanni ha annunciato la rinuncia definitiva al progetto che prevedeva la costruzione di due Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) nella collina di Sovigliana, una zona verde e panoramica che molti temevano sarebbe stata ulteriormente cementificata. Il progetto era stato infatti accolto con forti proteste da parte dei residenti del comitato "Salviamo la collina dal cemento".

Ma la notizia non finisce qui: «al posto delle RSA – spiega il comunicato - il sindaco ha proposto la nascita di "Leonardopoli", un parco giochi tematico dedicato al genio vinciano, composto da quattro ampi spazi verdi, ciascuno ispirato a uno degli elementi iconici della vita e delle opere di Leonardo da Vinci. Ogni area avrà una sua funzione:

Lo Spazio Vitruviano (dedicato agli uomini) Lo Spazio Dama (per le donne) Lo Spazio Ermellino (per i più piccoli) Lo Spazio Gioconda (riservato agli anziani over 65) Ma non è tutto: due laghetti saranno popolati da aironi, anatre, cigni e pesci provenienti da ogni parte del mondo, e un bar gestito dalla Sammontana offrirà ai visitatori i gustosi gelati della multinazionale locale, tra cui il nuovo "Baby Rocco", da poco lanciato anche nel mercato americano. La posa della prima pietra è stata fissata per il prossimo martedì, alle ore 15:30, con la partecipazione del sindaco Vanni, l'influencer Wikipedro, il regista e attore Leonardo Pieraccioni e l'attore Massimo Ceccherini. Una notizia che sembra tutto fuorché reale, ma che in effetti si rivelerà essere un "Pesce d'Aprile", un'astuta trovata per coinvolgere la cittadinanza e regalare qualche sorriso.

Francamente non crediamo che qualcuno sia andato sul luogo della posa della prima pietra, né che abbia creduto al cambio di rotta dell'amministrazione comunale. Che, comunque, non si sarebbe giocato così… silenziosamente un atto elettoralmente tanto importante.

Ci spiace per chi ha dedicato il proprio tempo a organizzare tutto questo, ma comunque, tiene viva una tradizione che ha portato Empoli ai vertici della cronaca nazionale. Per anni gli scherzi del primo di aprile hanno avuto il merito di coinvolgere centinaia di cittadini e perfino le istituzioni pubbliche.

Il clou si è avuto negli anni Novanta.

«Mi ricordo, erano gli anni novanta ed io ero una bambina – racconta una signora sulla pagina social di un gruppo assai numeroso nato su Facebook per raccontare Empoli - ci attaccarono una lettera alla porta di casa in cui c'era scritto che il Comune si impossessava delle nostre roulotte, chiunque le avesse avuto per destinarla come dimora ai senza tetto. Noi l'avevamo, da bambina ci passavo l'intera estate al campeggio con mia nonna... Quanti pianti mi sono fatta prima che mio padre mi dicesse che era uno scherzo».

Un'altra volta furono i manifesti di un concerto di Fiorello, ai tempi del karaoke che spopolava, annunciato per il 1 aprile alla Rocca di San Miniato. In tanti andarono, ma trovarono solo un sosia del famoso – allora – codino della televisione.

Gli scherzi del primo d'aprile fatti a Empoli erano frutto di mesi di preparazione: si individuava un tema, le vittime, chi avrebbe dovuto o potuto collaborare per la buona riuscita. Un segnale per capire che fosse uno scherzo, però, c'era sempre: il nome della tipografia che stampava i volantini o il materiale per metterlo in atto, ad esempio. O la scelta località della stessa: Apri­lia. O a volte un pesce disegnato nello stemma di un'istituzio­ne, di un Comune, di un ente pubblico.

O addirittura, nascosta nel nome di una larva che avrebbe potuto essere presente nell'acqua domestica. Quella volta era “Elirpa decsep” che letto al contrario era proprio “Pesce d'aprile”. Quello scherzo innocente, intelligen­te e capace di beffare buona parte della città. Il clou di questi scherzi – grazie a un gruppo di giovani – si è verificato tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Tutti realizzati con grande dispendio di energie e anche di fantasia. Al punto da essere an­noverati, sui giornali, tra i più meritevoli di menzione dell'intero Paese. Il primo prendeva di mira i cacciato­ri: furono loro i destinatari di una lettera che spingeva gli stessi a verificare se i loro uccelli da richiamo, erano af­fetti da una rara malattia. La lettera, infatti, era un invito a effettuare una visita veterinaria ai volatili. In un ufficio inesistente, ovviamente: a bussare a quella porta furono in tanti. C'è chi arrivava in piazza don Minzoni (era stato scelto l'indirizzo della redazione del quotidiano La Nazione) addirittura con il suo Ape Piaggio carico di gabbie di uccelli da far visitare.

Quella volta dell'acqua, lo scherzo toccò indistintamente, a tutti i cittadini: vennero dif­fusi avvisi nei condomini, volantini che informano che a causa delle piogge torrenziali dei mesi precedenti, era stata riscontrata la presenza di una larva – quella col nome che letto al contrario svelava lo scherzo – e che per togliersi i dubbi, occorreva fare un'analisi. I centralini e i laboratori dell'azienda che gestiva il ser­vizio idrico, la Publiser di via Garigliano, vennero presi d'assalto.

Poi fu la volta delle contravvenzioni fantasiose: centi­naia di automobilisti devettero fare i conti con un verba­le lasciato sul parabrezza della propria auto, la multa con le contestazioni più assurde. Una su tutte: sosta – vietata, ovviamente - su tombino….

Ma c'è uno scherzo che fu realizzato a Empoli nel 1964 e che da qualche anno tocca un tema di grande attualità. Vittime furono gli insegnanti delle scuole elementari e medie di Empoli: nei giorni precedenti al primo di aprile di quell'anno avevano ri­cevuto una circolare che li invitava a presentarsi in un ufficio fiorentino per essere vaccinati col “Sabin”. Molti si recarono all'indirizzo indicato sulla circolare e scoprirono di essere stati beffati. Di essere state vittime di uno scherzo. Altri insegnanti, che non avevano po­tuto aderire per impegni di lavoro, avevano contattato telefonicamente l'ufficio per chiedere se avessero po­tuto presentarsi un altro giorno per vaccinarsi.