L’opinione dell'esperto: ‘L’alluvione del 14 marzo 2025 segna un nuovo capitolo per il rischio idrogeologico’"

15-03-2025 14:38 -

di Gordon Baldacci
Attesa, prevista, monitorata, l'ondata di maltempo concentrata in una sola giornata ha portato come immaginabile, disagi, danni e non dimentichiamocelo, per fortuna nessun morto. Troppo spesso, tralasciamo che in certe situazioni, basta trovarsi a passare nel momento sbagliato nel posto sbagliato, per trovarsi in una situazione altamente pericolosa.
Fatta questa precisazione, andiamo a vedere cosa lascia dal punto di vista meteorologico, questa ennesima violenta ondata di maltempo. Stavolta apriamo un focus non solo su Empoli ma anche su Montelupo Fiorentino e Capraia e Limite. Luoghi che il violento temporale autorigenerante ha preso di mira in maniera importante, arrivando a superare i 100 millimetri di accumulo in tutti e tre i comuni. Localmente poi ci sono dati che fanno riflettere, come i 162 mm di Pontorme e dall'altra riva dell'Arno, Capraia e Limite, con 154 mm. Montelupo che ricordiamo come il comune più virtuoso dal punto di vista del monitoraggio, ha nelle stazioni di Fibbiana e dell'Osservatorio Beppe Forti, punte di 123 e 127 millimetri di accumulo. Dati che pongono queste località dell'empolese fra i primi cinque nella non invidiabile classifica degli accumuli non solo regionali ma addirittura nazionali per la giornata del 14 marzo. Inevitabili i disagi, comprensibili rabbia ed impotenza, ma in tutto questo nessuno credo possa neppure lontanamente pensare che nelle ore concitate dell'evento, non sia stato fatto il possibile da parte di tutti; volontari, professionisti, amministrazioni comunali. In molti hanno provato a paragonare questo evento a quello del settembre scorso, anche se vista la maggiore implementazione delle zone a monte dell'Arno, la memoria deve tornare al 17 novembre 2019, quando pur con accumuli di circa il 25% in meno nell'empolese, la piena dell'Arno raggiunse i 5.58 metri, contro i 5.35 registrati fra le 16 e 05 e le 16 e 30 di ieri.
Purtroppo stavolta va aggiunta la rottura dell'Orme che ha creato non pochi disagi soprattutto nella frazione di Ponzano, con allagamenti e disagi, e seppure con accumuli minori, Gavena con i 97 mm nel comune di Cerreto Guidi giustifica i tanti disagi nella zona limitrofe di Pieve a Ripoli. La volta scorsa in tanti ricorderanno gli allagamenti in centro, verificatisi però ad onor del vero per il ritorno dalla cateratte e non per una vera e propria rottura come nel caso dell'Orme. La differenza sostanziale, era che in quel caso venivano da precipitazioni costanti tipiche del mese di novembre, il più piovoso (perlomeno per tradizione). Pensate che nei primi 17 giorni, Empoli fu bagnata da piogge moderate 12 volte. Stavolta pur provenendo da una settimana instabile, ci siamo ritrovati ad una serie di fronti, che non hanno fatto altro che alimentare nella stessa diagonale le precipitazioni. Demerito anche della precedente blanda perturbazione, quella di martedì/mercoledì, che nel suo scorrimento verso sud-est, non ha avuto lo sbocco necessario, e tramite il suo fronte retrogrado, ha tenuto a bada la perturbazione. Prima nella giornata di giovedì, impedendole di entrare nel tardo pomeriggio, e di conseguenza, si sono allungati anche i tempi in uscita, di circa 4/6 ore ieri, portando le precipitazioni (inizialmente non previste così violente nel pomeriggio) fino a sera.
L'allungarsi dei tempi di sblocco ha favorito poi nelle ore centrali della giornata, grazie agli sbuffi di aria più fredda proveniente dal bordo occidentale dei Pirenei, la nascita di un ulteriore e più piccolo centro di bassa pressione, che non ha fatto altro che “pompare” ulteriormente energia lungo il fronte depressionario, e quindi in qualche modo a “sovralimentare” ulteriormente il già corposo temporale autorigenerante che flagellava dalla notte buona parte della Toscana. Inutile ripetere quello che sappiamo già, ovvero che localmente questi fenomeni stanno segnando un nuovo modo di valutare gli eventi. Tempi di ritorno che fino ad ora erano decennali e che divengono quasi annuali, e di conseguenza sempre minor tempo, per iniziare a mettere in pratica quello che serve per limitare al meglio il rischio idrogeologico.
Saranno opere lunghe, complicate da fare, e con un ambientalismo di facciata, che fatica nel momento poi della concretezza, a incanalare la giusta energia in un progetto più grande. Ieri, non ricordo dove, ho letto che doveva essere il giorno della polemica, ma per fortuna è già domani. Un timido sole si alterna a nubi minacciose cariche degli ultimi residuali accumuli, ed Empoli è sempre lì, tenace, forte ed orgogliosa, come solo lei sa esserlo