Empoli si colora di musica: la Missione di Damiano Tognetti e "Il Contrappunto"

20-02-2025 15:25 -

di Emilio Chiorazzo

Il violino, la bacchetta, i teatri internazionali. Ma anche l'impegno culturale e sociale. Damiano Tognetti, violinista e direttore d'orchestra, nonché direttore artistico dell'Associazione Il Contrappunto di Empoli, racconta il suo percorso musicale, le sue soddisfazioni e i progetti che, insieme alla sua associazione, sta portando avanti per la città di Empoli. A cominciare da quelli più prossimi: sabato 22 al teatro il Momento, con la messa in scena dell'Elisir d'Amore di Donizetti e domenica pomeriggio con il primo appuntamento di “Domenica in salotto”, sempre ospitate dal teatro il Momento, con concerto e con il successivo aperitivo realizzato in collaborazione con la Associazione Noi da Grandi.

Damiano, come è iniziato il suo approccio alla musica?
Inizialmente, tutto è nato quasi per caso. Da piccolo, mia nonna mi portava a messa e rimanevo incantato dall'organo che suonava durante le funzioni. Mi affascinava tantissimo. Mi ricordo che chiedevo sempre a nonna di andare a messa, e lei scherzava dicendo che forse sarei diventato prete! Alla fine, ho chiesto ai miei genitori di farmi frequentare una scuola di musica, perché volevo imparare a suonare l'organo. Ma, come spesso accade nelle scuole, l'organo tra gli strumenti non c'era. In quella scuola di musica, c'era però il violino, e fu proprio grazie al mio primo maestro, Andrea Fornai, che ho scoperto il violino e l'amore per la musica. È stato un incontro casuale, ma decisamente fortunato. La musica, che inizialmente era solo un gioco, è diventata una passione seria che mi ha portato a costruire il mio percorso professionale.

E la direzione d'orchestra? Quando sono arrivati il podio e la bacchetta?
La direzione d'orchestra è arrivata più tardi, intorno ai trent'anni. Ogni musicista sogna di fare il direttore, ma l'approccio alla direzione è molto diverso da quello della pratica strumentale. A differenza del violino, dove sei solo con il tuo strumento, come direttore devi coordinare decine di persone. Mi sono dedicato allo studio della direzione e ho seguito corsi specifici al Conservatorio di Firenze. Oggi, continuo a fare il primo violino dell'Orchestra da Camera Fiorentina, ma alterno questa attività alla direzione d'orchestra, che mi dà altre soddisfazioni.

Quali sono state le soddisfazioni più grandi della sua carriera fino a questo momento?

Per quanto riguarda il violino, sono stato fortunato a suonare in sale importanti, come il Parco della Musica di Roma, la Scala di Milano, il Musikverein di Vienna. Ogni concerto è speciale, ma penso sempre al prossimo. La direzione, invece, mi ha regalato l'emozione di dirigere nella leggendaria Carnegie Hall di New York. Ma, come sempre, una volta tornato, ero già a pensare al prossimo concerto, che è sempre quello che vedo come il più bello.

E l'Associazione Il Contrappunto di cui lei è direttore artistico? Da dove nasce e cosa rappresenta?

Il Contrappunto è nato da una collaborazione con Andrea Mura, un caro amico e maestro. Ci siamo conosciuti al Conservatorio e abbiamo sempre pensato di fare qualcosa insieme per promuovere la musica a Empoli. La pandemia, purtroppo, ci ha fermati, ma ci ha anche dato il tempo per riflettere e mettere in pratica l'idea di creare un'orchestra a Empoli. Non è stato facile, soprattutto all'inizio, trovare i fondi necessari. Ma, con tanto impegno, siamo riusciti a far crescere l'associazione. Oggi, l'Orchestra Ferruccio Busoni di Empoli è una realtà solida e l'anno scorso, insieme al Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni, abbiamo finalmente dato vita all'Orchestra Ferruccio Busoni di Empoli. Un traguardo che pensavo quasi irraggiungibile. Siamo davvero felici di questo risultato.

Una delle caratteristiche dell'associazione è l'attenzione all'inclusione sociale.
Assolutamente sì. Andrea Mura, il nostro vice presidente, è affetto da tetraparesi spastica e, con la nostra associazione, cerchiamo di sensibilizzare sul tema della disabilità. Per esempio, con il progetto “Faccio Musica Anch'io”, vogliamo dimostrare che anche persone con handicap possono partecipare attivamente alla musica. Andrea, nonostante le sue difficoltà, è un esempio di come la musica e la passione possano abbattere le barriere.

E riguardo ai progetti futuri, quali sono le novità in programma?
Abbiamo un programma ricco e variegato. A partire dal 22 febbraio, presenteremo l'opera Elisir d'amore di Gaetano Donizetti al Teatro del Momento di Empoli, con un cast che unisce giovani talenti e artisti esperti. E poi, ogni domenica dal 23 febbraio al 23 marzo, offriremo una serie di concerti dal titolo Le Domeniche in Salotto, un evento che vuole avvicinare il pubblico alla musica in modo informale e piacevole, con un mix di generi che spaziano dal jazz alla musica classica. Non solo: per l'estate 2025, ci aspettano tanti altri eventi. Sarà un'estate ricca di musica!

Un teatro cittadino, purtroppo, non è ancora una realtà. Quanto pesa questa mancanza nella crescita della vostra attività?
La mancanza di una struttura stabile per le prove e per i concerti è una difficoltà concreta. Organizzare un concerto richiede un lavoro enorme, dalle prove alla logistica, e spesso ci troviamo a dover cercare spazi disponibili all'ultimo minuto. La speranza è che, in futuro, Empoli possa dotarsi di una sede stabile per l'orchestra e le attività culturali, che sarebbe un grande passo per tutta la città. Noi ci crediamo e lavoriamo per questo.

Quali sono i suoi prossimi impegni professionali?
A livello personale, a marzo dirigerò l'Orchestra di Stato della Romania e ho anche altri progetti in programma con l'Orchestra di Grosseto. Ma non posso svelare troppo. Per quanto riguarda la nostra orchestra, continueremo a crescere e a portare la musica a Empoli, con l'ambizione di fare sempre meglio. Il futuro è pieno di opportunità!