Monitoraggio del territorio, Montelupo il più virtuoso
10-02-2025 17:27 - Opinioni
di Gordon Baldacci
ll monitoraggio del territorio assieme ai dati provenienti dai satelliti, sono le basi essenziali di ogni previsione meteo. In un'epoca di continui eventi atmosferici degni di rilevanza, il primo pensiero è capire quanto il nostro territorio sia monitorato, se ci sono zone d'ombra importanti, e magari intervenire con l'installazione degli strumenti atti a misurare i dati atmosferici di un determinato luogo.
Prima di arrivare all'Empolese Valdelsa, dobbiamo partire da alcuni elementi generali validi non solo a livello locale, ma addirittura mondiale. Ammettiamolo, ad ognuno di noi è venuta la curiosità di mettere un termometro o una piccola stazione meteo in terrazza o in giardino, anche solo per capire valori supplementari come la direzione del vento oppure il tasso di umidità. E sempre ognuno di noi, si sarà reso conto di dati spesso fuori norma, tipo i 50 gradi in estate, oppure il 99% di umidità in una giornata nebbiosa, o ancora, improbabili accumuli pluviometrici.
Tutto questo per spiegare che tali strumenti, oltre a non essere dei giocattoli, devono anche poi essere posizionati seguendo delle regole. Queste “regole” sono dettate dall'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, e che appunto certifica nell'immissione in rete dei dati, quali stazioni sono installate correttamente e quali no. Viene da pensare che siano pochi gli strumenti sul territorio realmente validi, ma come sovente accade, non è così. Partiamo intanto da un dato di fatto; senza gli investimenti dei privati cittadini, talvolta aziende, altri provenienti dal settore turistico alberghiero, (anche i B&B per capirci), il territorio nazionale sarebbe costellato solo dalle stazioni dell'Aeronautica Militare, o dei centri funzionali regionali, quest'ultimi non sempre con fondi a disposizione per aggiornare la strumentazione o estendere la rete di monitoraggio.
Fatta questa doverosa precisazione passiamo ai numeri: sono (ad oggi) 9507 le stazioni meteo omologate sul territorio nazionale, un numero in crescita costante, visto che se ne contano una media di circa 5/6 nuove immissioni in rete ogni mese. Facendo una media empirica ne abbiamo una ogni 31 chilometro quadrato. Ovviamente la maggior parte sono installate dove si possa avere una connessione dati costante, quindi teoricamente una linea fissa o comunque un collegamento tramite mobile che non sia altalenante.
E sul nostro territorio come stiamo messi? Quali sono i comuni più monitorati e quelli di meno? Passiamo in rassegna i comuni dell'empolese valdelsa, contando le stazioni che non solo hanno un accesso dati aperto, ma come già detto quella “certificazione del dato” essenziale per noi del mestiere. Considerando ovviamente strumentazione pubblica e privata all'unisono, è Montelupo Fiorentino il comune più “virtuoso”, con 6 stazioni installate, pensate una 3 kmq del territorio. Segue Capraia e Limite con 5 stazioni, ed una media di una ogni 6 kmq. Segue Empoli che di stazioni ne ha 10 ma avendo ovviamente un territorio molto più esteso ha una media di 6 stazioni meteo per chilometro quadrato. Chiude i comuni più monitorati Cerreto Guidi con 5 stazioni una ogni 7 kmq. Praticamente in questi comuni è come se fossero coperte non solo le frazioni, ma teoricamente vere e proprie "contrade” del territorio.
Leggermente più staccate ma comunque ben al di sopra della media nazionale, Castelfiorentino, 4 stazioni con densità di una ogni 16 kmq, Vinci e Certaldo, la prima con 2 stazioni la seconda con 3, entrambi con un valore teorico di una ogni 18 kmq. Chiudono Montaione con 4 installazioni a norma, una ogni 26 kmq, Montespertoli 4 stazioni ma 31 kmq come densità e infine Gambassi Terme, fanalino di coda con 2 stazioni sul territorio una ogni 41 kmq, l'unica realtà locale che avrebbe bisogno di una maggiore copertura, ovviamente paragonando il contesto da monitorare con l'estensione del comune.
Quindi non possiamo certo definire l'empolese valdelsa una terra non monitorata o abbandonata all'incuria degli strumenti atmosferici. Quindi ben vengano potenziamenti locali nei comuni magari meno coinvolti ma il prossimo passo e che deve vedere un investimento generale è quello del monitoraggio dell'aria dal punto di vista delle polveri sottili. In verità su questo tema, andiamo incontro al rovescio della medaglia, la zona appare non solo carente ma addirittura inspiegabilmente con dati fermi al 2020 sul monitoraggio locale perlomeno su Empoli.
Chiudo questo pezzo con un'anteprima proprio su questo tema. A breve partirà un progetto interessante per quanto riguarda il monitoraggio delle polveri sottili, con una sperimentazione locale su Empoli e non solo. Appena avremo i primi dati non mancherò di renderli pubblici e fruibili per coloro che ne vorranno trarre elementi di studio e valutazione.